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Albero di Giuda

Cercis siliquastrum

Terra

Albero di Giuda

L'albero di Giuda o di Giudea, noto anche con la terminologia francese “arbre de Judée” oppure noto anche come siliquastro (Cercis siliquastrum, L.1758) è originario dell'area mediterranea. E' un albero appartenente alla famiglia delle leguminose, le Fabaceae. Molto ornamentale, ultimamente viene utilizzato come arredo urbano, grazie alla sua resistenza all'inquinamento da piombo (smog). Ma cresce anche spontaneo lungo i pendii del tratto della Statale Amalfitana 163, così come lungo tutta la costa salernitana, e in primavera dona un mosaico di colore.

Il nome deriva dal termine greco kerkís “navicella” o “spola” e dal latino siliqua “baccello”, in riferimento alla forma dei frutti.

L'albero di Giuda si presenta come un piccolo albero alto fino a 10 metri e più spesso come arbusto. Cresce molto lentamente, predilige posizioni in pieno sole e non ha bisogno di particolari potature. Preferisce i terreni calcarei, ma anche sassosi, tollera anche quelli moderatamente acidi ed è abbastanza resistente al freddo.

I fiori sono ermafroditi con corolla papilionacea e di colore rosa-violacei, lilla o bianchi. Sono riuniti in racemi che compaiono prima delle foglie, in marzo - aprile; caratteristica di questa specie è la caulifloria, cioè i fiori spuntano direttamente dalla corteccia dei rami e del tronco. Inizia a fiorire verso i sei anni di età. Presenta delle foglie tonde, cuoriformi o reniformi, verde chiaro, molto ornamentali; ai fiori succedono dei baccelli di semi (legumi), molto numerosi, appiattiti e pendenti, che rimangono sulla pianta fino alla primavera successiva.
Il tronco è spesso tortuoso e di colore scuro, con screpolature brune, i rami presentano una la corteccia rossastra.

Secondo la tradizione si chiama “Albero di Giuda” perchè una leggenda medioevale nata a spiegare l'apparire dei fiori sulla nuda corteccia prima ancor delle foglie, racconta che sotto questo albero Giuda Iscariota diede il bacio a Gesù e più tardi, travolto dal rimorso per averlo tradito, vi si impiccò. Questa leggenda molto probabilmente è legata anche al fatto che il siliquastro avesse un particolare significato nei culti precristiani europei.

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Note

Alberto Frisia, Schegge botaniche e letterarie, editrice Uni Service, 2011

Valbonesi, Archivio botanico e biogeografico italiano, Volumi 59-60, 1983