L'allodola (Alauda arvensis, Linnaeus 1758) è un uccello dell'ordine dei Passeriformi e della famiglia degli Alaudidi.
In Italia nel periodo invernale migra al sud; di passo in ottobre-novembre e marzo-aprile. L'allodola frequenta campagne più o meno coltivate, steppe, prati, pascoli e dune sabbiose, sia in pianura che in quota. Vive in località aperte, erbose e cespugliose, sia in basso, sia su altopiani.
È abbastanza comune soprattutto durante il passo autunnale, ma in diminuzione per varie cause di perturbamento ecologico. Alauda arvensis è minacciata anche dagli incendi, dai diserbanti e dal cemento.
L'allodola ha dimensioni piccole, è lunga circa 16-19,5 cm, ha un'apertura alare che può raggiungere i 32-37 cm e pesa circa 33-48 g, coda 6,5-7,5 cm, tarso 22-23 mm, becco 11-12 mm, uovo 24,1x16,8 mm. È caratterizzata da un piumaggio di colore marrone leggermente striato di nero nella parte superiore, più chiaro (bianco-fulve) in quella inferiore, nonché da un piccolo ciuffo erettile che mostra solo se allarmata. Presenta larghe strie al petto. In volo mostra una coda corta e larghe ali corte. La coda e la parte posteriore delle ali sono bordate di bianco. I sessi sono simili. È caratteristico il suo canto di tono acuto e musicale, sostenuto a lungo nel volo volteggiante.
È un uccello gregario e forma piccoli branchi, ha un volo possente e ondulato, alternando battiti d'ala a chiusure d'ala. Ama portarsi in volo a qualche centinaio di metri di altezza per poi ritornare verso terra ad ali chiuse, riaprendole solo a poca distanza dal suolo. Cammina e saltella agilmente tenendo il corpo in posizione orizzontale. Si posa su sassi, muretti e sulla bassa vegetazione, mai sugli alberi.
La stagione riproduttiva inizia in aprile. Il maschio corteggia la compagna girandole attorno con un'ala cascante, tenendo erette le piume della testa e del collo e la coda spiegata. Inseguimenti e brevi scontri tra i maschi rivelano l'esistenza di un'accentuata competizione per il territorio.
I due partner sono estremamente fedeli, si tratta di una specie monogama. Durante il volo nuziale, che consiste in lenti giri ad elevate altezze per poi ridiscendere lentamente a terra, l’allodola emette un caratteristico canto.
Il nido viene costruito in una depressione del terreno, ben nascosto alla vista da un ciuffo d'erbe, nel quale la femmina depone 3-4 uova, che cova per 11-12 giorni. I nidiacei, accuditi anche dal maschio, abbandonano il nido all'età di 9-10 giorni e sono capaci di volare a circa tre settimane. Appena raggiunta l'indipendenza, vengono allontanati dal territorio dai genitori. Depone due o tre volte all'anno.
Il comportamento dell'allodola, che al mattino della bella stagione si innalza in volo verticalmente a cantare per poi precipitare rapidamente e ritornare in alto riprendendo il canto ha ispirato poeti e letterati ed ha dato origine ad una ricca simbologia, facendone anche un animale araldico.
William Shakespeare la chiama “messaggera del mattino”.
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Note
Mario Spagnesi, Lorenzo Serra - Uccelli d'Italia - Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, Direzione conservazione della natura, 2003