Il barbagianni (Tyto alba Scopoli, 1769) è un uccello rapace notturno appartenente alla famiglia dei Titonidi.
Sono uccelli tipici di zone d'aperta campagna e cacciano prevalentemente ai margini dei boschi. Si trovano in molte aree protette della Provincia di Salerno. Sono prevalentemente stanziali, notturni o crepuscolari. Hanno un grido acuto riconoscibile che dà fastidio alle orecchie se ci si trova vicino. Stridono inoltre come pentole a vapore. Se vengono catturati o messi alle corde si mettono supini e sgambettano.
Sono pallidi, 33-39 cm di altezza con un'apertura alare di 80-95 cm e hanno lunghe zampe. Hanno un volo oscillante quando si avvicinano ai terreni di caccia.
Maschi e femmine si assomigliano molto, ma in generale, le femmine sono leggermente più grandi dei maschi e colore più scuro.
Si nutrono di arvicole, rane e insetti e di animali dannosi per l'uomo come i ratti, i sorci, le talpe. Un barbagianni adulto mangia approssimativamente 3 topi al giorno. Durante il periodo dell'accoppiamento, il maschio offre alla femmina una preda per ottenere la sua disponibilità sessuale. Una coppia che alleva dai 3 ai 5 piccoli consumerà molti più roditori.
Il barbagianni è economicamente vantaggioso per l'uomo: elimina altri animali dannosi come roditori e talpe. Per questo motivo i contadini spesso incoraggiano abitazioni per barbagianni fornendo loro siti per la nidificazione quali una scatola lignea per il nido o un tamburo grande montato lateralmente rispetto ad un fienile. Inoltre viene utilizzato spesso nella falconeria, infatti tra i rapaci notturni è tra quelli più utilizzati.
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Note
Colin Harrison e Peter Castell: Field Guide di nidi di uccelli, uova e nidiacei, Harper Collins Publishers, edizione rivista 2002