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Caccialepre

Rheicardia picroides

Terra

Caccialepre

Il caccialepre o latticrepolo è una pianta di piccole dimensioni composta da foglie basali pennate. Il Caccialepre è diffuso in quasi tutta Italia, dove è comune sui terreni sassosi, incolti aridi, muri. In Provincia di Salerno è facile trovarlo lungo rupi marittime.

Il primo termine del suo nome scientifico (Rheicardia picroides) è dedicato al medico e naturalista tedesco J. J. Reichard, mentre il secondo deriva dal greco picros = giallo, con riferimento al colore dei fiori. Altri nomi volgari: Caccialebbra, Grattalingua, Latticina, Latticino, Lattughino, Paparrastello, Terracrepolo.

La fioritura avviene tutto l'anno, così come le foglie persistono in ogni stagione assumendo, però, un colore più scuro al sopraggiungere dell'estate. E' una pianta di piccole dimensioni composta da foglie basali pennate. Solo il cespo basale è considerato commestibile. In primavera la pianta produce un gambo fiorifero alto circa 40 cm che porta le infiorescenze a capolino.

I frutti sono acheni di due tipi: gli esterni scuri, solcato-bernoccoluti, gli interni chiari e quasi lisci. Non si rinviene oltre i 1000 m di altitudine. Si raccoglie la rosetta basale quando è giovane e verde, prima che la pianta emetta lo scapo fiorale. La rosetta va troncata a livello del terreno con un coltello in modo da non ledere la radice. Il taglio provoca la fuoriuscita di una modesta quantità di latice bianco e dolciastro; questo per contatto annerisce la pelle, ma è innocuo e può essere facilmente rimosso con olio.

Galleria fotografica

Note

Lacaita C., 1922, Nuovo Giornale Botanico Italiano n. s.  XXIX n. 174