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Carciofo bianco di Pertosa

Terra ⭐ Eccellenza del territorio

Carciofo bianco di Pertosa

Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, a Pertosa e nei comuni limitrofi di Auletta, Caggiano e Salvitelle, viene coltivata una varietà di carciofi fra le più insolite: il carciofo bianco di Pertosa.

Ha un unicum di biodiversità, la cui esclusività è stata approfondita mediante studi comparativi con altre tipicità sia su basi morfologiche che genetiche. Il suo metodo di coltivazione è assolutamente naturale, senza trattamenti, né concimi chimici. È un carciofo di colore chiarissimo, verde tenue, bianco argenteo.

Il carciofo (Cynara cardunculus L. ssp. scolymus (L.) Hegi) è una pianta della famiglia delle Asteraceae coltivata in Italia e in altri Paesi per uso alimentare e, secondariamente medicinale. Le infiorescenze sono grandi, rotonde, globose, senza spine, con un caratteristico foro alla sommità. La realtà produttiva è marginale, eppure le potenzialità di questo prodotto sono straordinarie.

Le rare qualità organolettiche, unite alla sua salubrità, fanno del carciofo bianco un possibile traino per tutta l’economia agricola della zona.

Le particolarità del bianco di Pertosa sono numerose, ma su tutte vanno segnalate la resistenza alle basse temperature, la colorazione tenue, la dolcezza e la straordinaria delicatezza delle brattee interne. Caratteristiche che lo rendono un ottimo carciofo da mangiare crudo. Ideale matrimonio gastronomico che unisce anche le due principali vocazioni agricole dell’area: i minuscoli campi di carciofi (quasi sempre di poche centinaia di metri quadri), infatti, tradizionalmente si alternano agli olivi. I produttori si sono riuniti in un consorzio. A Pertosa è in fase di attuazione un progetto che permetterà di realizzare un moderno centro di confezionamento dei carciofini in olio extravergine di oliva Dop Colline Salernitane. Il carciofo bianco di Pertosa è anche un presidio di Slow Food. Ogni anno si tiene la sagra del carciofo.

Il carciofo è una tipica pianta degli ambienti mediterranei. Il suo ciclo naturale è autunno-primaverile: alle prime piogge autunnali le gemme del rizoma si risvegliano ed emettono nuovi getti. I primi capolini sono emessi verso la fine dell'inverno a partire dal mese di febbraio. In tarda primavera la pianta va in riposo con il disseccamento di tutta la parte aerea.

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