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Erica arborea

Erica arborea L.1753

Terra

Erica arborea

L'Erica arborea è un arbusto sempreverde, dalla corteccia rossastra, a portamento eretto, appartenente alla famiglia delle Ericaceae.

Tipico elemento di macchia mediterranea in Italia ha distribuzione peninsulare, anche oltre lo spartiacque appenninico è presente anche nelle isole. In provincia di Salerno si trova in ampie aree, in boschi sempreverdi, macchie, garighe su terreni acidi, vive in aree con clima caldo-arido, ma si adatta anche ai climi più freddi ed umidi delle zone montane dove vegeta fino a 1200 m di altitudine, al Nord solo fino a 600 m.

 

L'etimologia del nome del genere Erica deriva dal greco Eréiko = frangere, perché era ritenuta valida per spezzare i sassi e i calcoli della vescica, o secondo altre interpretazioni per la fragilità delle sue foglie.
Il nome specifico fa riferimento al suo portamento.

 

E' un arbusto o alberello sempreverde, con chioma densa, che può raggiungere i 5 metri di altezza, con apparato radicale costituito da poche diramazioni piuttosto grosse e disposte a raggiera e con il fusto che ha la corteccia grigio-brunastra con screpolature, mentre quella dei rami giovani è ricoperta di una fitta lanugine bianca che la rendono ruvida al tatto.
Le foglie sono aghiformi lunghe appena 5 mm e larghe O,5 mm con una riga bianca al di sotto e i margini revoluti, riunite in verticilli normalmente di quattro elementi, glabre, di color verde scuro.
I piccoli fiori profumati, penduli, formano infiorescenze all’apice dei rami.
I frutti sono piccole capsule ovoidi che si apre in 4 valve per far uscire i minutissimi semi. Fruttifica in estate.

Le ramificazioni di eriche legate in fascina sono utilizzate per fare scope e infatti veniva chiamata scopiglia, e un tempo potevano costituire le coperture e le pareti di abitazioni povere e capanni.

Il legno rossiccio di erica arborea è duro e pregiato, ed è il materiale più utilizzato nella costruzione dei fornelli da pipa. La parte utilizzata per ottenere la pipa è quella nodosa della base, in angolo, il cosiddetto "ciocco".

I fiori hanno interesse apistico ed officinale.

 

Galleria fotografica

Note

Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Edagricole, Bologna