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Occhiocotto

Sylvia melanocephala

Cielo

Occhiocotto

L'Occhiocotto, in inglese Sardinian warbler, (Sylvia melanocephala, Gmelin 1789) è un uccello canoro dell'ordine dei Passeriformi.

Il nome gli proviene dell'anello rosso fuoco che gli circonda l' occhio e che - assieme al capo completamente nero ed al piumaggio di un morbido grigio perla - lo contraddistingue nel panorama dei piccoli uccelli.

In Italia è stanziale e nidificante, si trova lungo le aree interne ma anche lungo le coste della Provincia di Salerno. Vive generalmente nella macchia mediterranea, arida con densi cespugli, a modeste altitudini, spingendosi a volte fino ai 1000 metri.

La specie, lunga fino a 13cm, presenta il maschio con il capo di un nero intenso, nel quale spicca l'occhio, circondato da un circolo di pelle rossa; il resto delle parti superiori è grigio, mentre inferiormente il colore si fa quasi bianco. La coda, scura, è anch'essa bordata di bianco. La femmina è meno contrastata, manca dell'evidente cappuccio nero ed è simile ai giovani.
Tra le sue prede più comuni vi sono insetti di diverse specie, larve di lepidotteri, ortotteri ed afidi, ragni; nella tarda estate ed in autunno l'occhiocotto utilizza per alimentarsi anche frutti quali fichi ed uva, e semi di numerose piante.
La riproduzione ha inizio a fine marzo, ed il nido è costruito in cespugli sparsi o nel sottobosco di foreste costiere. Le uova, 3-4, possono variare molto nel colore di fondo ed hanno macchie brune o rossastre. Vengono incubate per 13-14 giorni da entrambi i sessi ed i giovani vengono nutriti quasi esclusivamente dalla femmina e rimangono nel nido per 11 giorni. Di norma vengono completate due covate, anche se spesso la seconda non è che una deposizione di sostituzione.

Il verso è un forte allarme come di uno strumento di legno rapidamente vibrato. Il canto è un vigoroso chiacchierio intercalato dalla nota di allarme, e seguito nel breve danzante volo nuziale.

Nel suo ambiente naturale l'occhiocotto è difficilmente visibile perché si infratta nei cespugli. Ma la sua presenza è denunciata dal verso, il secco e legnoso cicaleccio.

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Note

BirdLife International 2004. Sylvia melanocephala. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1

Mario Spagnesi, Lorenzo Serra - Uccelli d'Italia - Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, Direzione conservazione della natura, 2003

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