Taglia media: 5 cm (diametro)
Taglia massima: 8 cm (diametro)
Il "riccio femmina", come viene comunemente definito in Costiera, è un Echinoderma con corpo globoso costituito da un dermascheletro calcareo appiattito ventralmente e ricoperto di aculei di solito di lunghezza pari al diametro del dermascheletro. Su tutto il corpo sono presenti dei pedicelli ambulacrali muniti di ventose alla sommità che servono al riccio per la locomozione.
Tali strutture sono ben visibili quando l'animale è in acqua, poiché vengono retratte al momento dell'esposizione dello stesso all'aria. Il colore degli aculei e del guscio varia dal violetto al verde scuro, dal giallastro al bruno-rossastro. Sulla faccia ventrale al centro è presente la bocca costituita da 5 denti (lanterna di Aristotele). L'ano è posto alla sommità della faccia dorsale. Una specie simile e anche più comune è il "riccio maschio" (Arbacia lixula) che però è di colore nero e privo di interesse commerciale. È una specie bentonica, costiera, abbondante su fondi rocciosi e praterie di posidonia fino a 10-15 m di profondità, ma può raggiungere persino gli 80 m. Si nutre principalmente di frammenti di foglie di posidonia, di alghe e di piccoli organismi incrostanti sulle rocce. La pesca del riccio comune viene effettuata essenzialmente da subacquei che li raccolgono con le mani o aiutandosi con un coltello per distaccarli dal substrato.
Conviene forse puntualizzare che i nomi volgari di riccio maschio (Arbacia lixula) e riccio femmina (Paracentrus lividus) si riferiscono, ovviamente, a due specie distinte e a sessi separati, ciascuna delle quali, cioè, presenta sia individui maschi che individui femmine.
Galleria fotografica
Note
Roberto Sandulli, “Dentro al mare della Costa d'Amalfi" guida alla fauna marina della Costiera Amalfitana, Ecostiera edizioni, anno 1999