Lo stramonio comune (Datura stramonium L.) è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Solonacee (Angiosperme Dicotiledoni).
In Italia questa specie si trova naturalizzata in tutte le regioni, dalle pianure alle zone sub-montane, dove cresce sporadica negli incolti, vicino ai ruderi e nei margini delle strade.
E' conosciuta anche come erba del diavolo ed erba delle streghe, questi nomi si riferiscono alle sue proprietà narcotiche, sedative ed allucinogene. Contiene infatti, gli alcaloidi allucinogeni scopolamina e atropina. L'uso della Datura stramonium per questo tipo di finalità è estremamente pericoloso in quanto la dose attiva di alcaloidi allucinogeni è molto vicina alla dose tossica.
Della pianta vengono mangiati i semi o i fiori, talvolta utilizzati assieme alle foglie in forma di tisana.
Come altre specie del genere Datura è una pianta altamente velenosa proprio a causa dell'elevata concentrazione di potenti alcaloidi, presenti in tutti i distretti della pianta e principalmente nei semi.
La pianta è alta fino ad un metro e mezzo, ha fiori bianchi o gialli che assomigliano a campanule e frutti a capsula coperti di aculei, che contengono semi neri, simili a piccoli fagioli. Le sue foglie, maleodoranti e di forma ovale, con lobi dentati, contengono due alcaloidi ben noti, la iosciamina e la scopolamina (quest'ultimo in forti concentrazioni è il più pericoloso) che hanno proprietà rilassanti e antiasmatiche. La datura possiede quattro "teste", cioè la radice (attraverso cui si conquista il potere della pianta), lo stelo e le foglie (utili per far guarire le malattie) e i fiori (che vengono utilizzati per uccidere, far impazzire o render schiavi i nemici); i semi sono la testa più potente.
La capsula irta di spine (noce spinosa) che costituisce il frutto contiene numerosi semi neri lunghi circa 3 mm.
Le foglie sono semplici e alterne, di grandi dimensioni, picciolate, con lamina ovale, base asimmetrica e margine dentato-frastagliato.
I fiori sono ermafroditi, lunghi fino a 10 cm e solitari, presenti nelle zone terminali e nelle ascelle dei vari rami. Il calice è di forma allungata e composto da 5 sepali a lobi saldati; da questa si sviluppa una corolla bianca, a volte con sfumature violacee.
La fioritura avviene tra luglio ed ottobre; i fiori rimangono chiusi durante il giorno per poi aprirsi completamente la notte, emanando un intenso e penetrante odore che attira le farfalle notturne.
Galleria fotografica
Note
Peter Lange, Piante mediterranee ed esotiche. Le specie perenni da fiore e da frutto da coltivare in vaso, Red Edizioni, 2007
Arrigo Bettini, Il millepiante mediterraneo. Guida alle piante mediterranee dei vivai d'Italia, Il millepiante 2009