La felce bulbifera (Woodwardia radicans) è una rara felce gigante, la cui origine risale al periodo Terziario, appartenente alla famiglia delle Blechnaceae, con la sua presenza indica un buon grado di conservazione di ambienti umidi particolari. E' tipica rappresentante di una flora tropical-montana che 70 milioni di anni fa caratterizzava le aree montuose di alcune regioni del Mediterraneo. Poiché è una delle poche testimonianze di quella antica flora, è oggi da considerarsi un vero e proprio “fossile vivente”. Con l’affermarsi del clima mediterraneo, questa felce ha notevolmente ridotto il suo areale, trovando rifugio nelle forre umide e ombrose, dove l’acqua è disponibile per l’intero arco dell’anno.
In Italia i popolamenti di Woodwardia radicans si sono conservati soltanto in circoscritte aree dell’Italia meridionale e precisamente in Campania è presente in provincia di Salerno presso la Riserva della Valle delle Ferriere, habitat ideale per la sua conservazione. Infatti predilige valloni umidi ed ombrosi a temperature invernali più elevate rispetto alle zone aperte limitrofe e con escursioni termiche, giornalieri ed annuali, sensibilmente contenute. Si insedia, di preferenza, su pendii interessati da ruscellamento superficiale, ma sporadicamente occupa anche pareti verticali.
Le sue fronde possono raggiungere la lunghezza di 3 metri. Gli esemplari portano 2 o 3 fronde munite spesso all'apice della rachide di un bulbillo, capace di emettere radici e produrre una nuova pianta; sono formate da segmenti lanceolato-acuminati, con lobi triangolari falcati, minutamente seghettati e muniti, al di sotto, di due file parallele di sori infossati e con indusio coriaceo, che si aprono a guisa di coperchio di tabacchiera.
Data la sua rarità e la sua natura di specie relitta, questa felce è tutelata da Convenzioni internazionali (Convenzione di Berna; Direttiva Habitat 43/92 CE).
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Note
S.O.S. per la Valle delle Ferriere, Un'esperienza di educazione ambientale sulla Costa d'Amalfi, Delegazione WWF per la Campania, 1987
Conti F., Manzi A:, Pedrotti F., 1992 - Libro Rosso delle Piante d’Italia. Roma, Ministero dell’Ambiente, WWF. 637 pp.