"Sconosciuta ed ignorata dai più, confusa con un roditore di origine alloctona quale la nutria, ritenuta da molti ormai prossima alla estinzione in Italia, la lontra eurasiatica (Lutra lutra), emergenza faunistica nazionale, popola ancora i corsi d’acqua del Meridione, rappresentando in qualche misura un marchio di qualità ambientale per la Campania, particolarmente per la provincia di Salerno ed il Parco del Cilento e Vallo di Diano, che include parte dell’area di distribuzione della specie a maggiore tasso di occupazione. La scarsa percezione della presenza di questa specie e la scarsa conoscenza delle problematiche di conservazione sono tuttavia esse stesse un rischio per la sua sopravvivenza.
La lontra europea (Lutra lutra, Linneo 1758) è un mammifero di medie dimensioni (raggiunge anche i 120 cm, compresa la lunga coda) che trova il suo habitat ideale lungo i fiumi e i laghi europei ed asiatici. In Italia era originariamente diffusa in tutta la penisola, ma attualmente è presente solo lungo i corsi d'acqua di Basilicata, Campania, Calabria, Puglia (fiumi Picentino, Calore lucano, Sele, Tanagro, Calore irpino, Ofanto, Alento, Mingardo, Bussento, Bradano, Basento, Cavone, Agri, Sinni, Noce e Lao). Le sparute popolazioni segnalate nel recente passato in Lazio, Toscana, Abruzzo e Veneto sono andate incontro all'estinzione.
È un'ottima nuotatrice e la sua dieta consiste quasi esclusivamente in pesce. Ha una pelliccia marrone intenso nella parte superiore e più chiara nella parte inferiore, specialmente sulla gola. Il corpo è allungato e la coda è lunga e affusolata. Il muso è tozzo e coperto di baffi robusti. Le orecchie sono molto piccole. Le zampe sono corte con piedi palmati, utili per il nuoto. Spesso può spingersi sino alle zone costiere, quando c'è carenza di cibo.
La lontra è un predatore e si nutre principalmente di pesci (in genere preferisce le anguille e le trote), mangia anche gamberetti e altri invertebrati e non disdegna nemmeno gli uccelli acquatici. Sulla terra preda arvicole, conigli e altri piccoli mammiferi. Generalmente è notturna. Passa molto tempo in acqua.
Il periodo riproduttivo dura solitamente da febbraio a marzo, ma gli accoppiamenti al di fuori di questo periodo non sono rari, pertanto i piccoli possono nascere durante tutto il periodo dell'anno. La gestazione dura nove settimane e la femmina partorisce da 2 a 4 piccoli che nascono con occhi chiusi e quasi inappetenti. Diventano sessualmente attivi poco prima dei tre anni di età. Gli esemplari adulti vivono isolati o in piccoli gruppi familiari, tuttavia le femmine tengono presso di sé la prole per molto tempo.
La lontra vive solo in zone non antropizzate ed è molto sensibile all'inquinamento, inoltre è un'ottima pescatrice che è entrata in competizione con l'essere umano: questo significa che negli ultimi 2-3 secoli la convivenza non è stata per nulla facile, a discapito della lontra, che è stata cacciata, nel XX secolo anche per la sua pelliccia, usata per abbigliamento femminile.
E' stata dichiarata specie a rischio nel 1977 in Italia. Il nome dialettale della lontra in Campania è “utria”, ormai desueto ma ancora presente nella memoria delle persone anziane delle genti del Cilento interno e in qualche toponimo dei luoghi, come per esempio “Vallone dell’utria”, un affluente del fiume Mingardo nei pressi di Laurito. La lontra, presenza eccellente degli ambienti delle acque correnti e principale emergenza faunistica del Parco del Cilento, è tra i mammiferi maggiormente minacciati di estinzione a livello nazionale, distribuita in un' area ristretta delle regioni meridionali della penisola. La popolazione di lontre che sopravvive nel sud Italia e nel Parco del Cilento riassume molti significati e tematiche di natura biologica, ecologica, ambientale, culturale e storica, profondamente interrelate in un paesaggio e in un contesto culturale che esprime complessità, diversità, ricchezze e contraddizioni.
Le cause del rapido declino delle popolazioni di lontra in Europa ed in Italia, sono riconducibili in larga parte al tumultuoso sviluppo del dopoguerra, in particolare alla crescita delle attività industriali e dei consumi iniziata negli anni ‘60, e ai processi di degrado degli habitat fluviali che ne sono derivati, innescati dalla intensa urbanizzazione del territorio e dalla espansione dell’agricoltura intensiva in un contesto dove la cultura dell’ambiente non era ancora formata, quindi in assenza di una legislazione di tutela e prevenzione. Essendo la lontra un predatore con elevate esigenze di spazio, intimamente legata da rapporti di predazione con molte specie di vertebrati, sensibile alla pressione antropica e alle manipolazioni ambientali, può essere definita specie “ombrello” secondo la definizione elaborata dai biologi della conservazione (umbrella species), ovvero una specie la cui conservazione, attuata attraverso studi della sua ecologia e piani di riqualificazione e tutela degli ambienti in cui vive, può avere un effetto positivo di ricaduta per molte altre specie a livello ecosistemico. Allo stesso tempo il fascino che esercita sul pubblico ne fanno una specie “bandiera” (flagship species), ovvero specie che favorisce consenso e disponibilità di risorse per programmi di ricerca, conservazione e tutela ambientale ".
Testo tratto da: Lutria Cilento. Progetto di divulgazione scientifica ed educazione ambientale a cura di Romina Fusillo, Manlio Marcelli, LUTRIA snc.
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Note
Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14 , Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002
Lutria snc: "Lutria Cilento, progetto di divulgazione scientifica ed educazione ambientale"